“La Salita”: Massimiliano Gallo debutta alla regia raccontando Eduardo De Filippo e il potere salvifico del teatro

La Salita segna il primo passo dietro la macchina da presa per Massimiliano Gallo, presentato alle Giornate degli Autori. L’attore, amatissimo dal pubblico, ha scelto di raccontare un capitolo meno noto ma straordinario della vita di Eduardo De Filippo. Nel cast figurano Roberta Caronia, Mariano Rigillo, Shalana Santana, Antonio Milo, Gianfelice Imparato e Maurizio Casagrande. Una produzione Panamafilm e F.A.N. con la collaborazione di Rai Cinema.
Eduardo De Filippo e il legame con Napoli
Il rapporto tra Eduardo De Filippo e la sua città non si è limitato al teatro o alle radici familiari: Napoli per lui era un cuore pulsante fatto di persone, storie e soprattutto giovani. Spesso, proprio ai ragazzi più fragili ed emarginati, De Filippo ha dedicato il suo impegno. È in questa prospettiva che nasce La Salita, ambientato nel 1983 nel carcere minorile di Nisida.
A seguito di alcune problematiche strutturali del carcere femminile di Pozzuoli, alcune detenute vengono trasferite a Nisida. La convivenza tra giovani e adulte appare subito complicata. Per ristabilire un equilibrio, il direttore dell’istituto (interpretato da Gianfelice Imparato) decide di riaprire un progetto sospeso da tempo: ristrutturare il teatro del carcere e creare una scuola di recitazione diretta proprio da Eduardo e dalla sua compagnia.

Il messaggio di Eduardo
Il film restituisce uno dei momenti più toccanti della vita del drammaturgo. Con parole semplici ma cariche di significato, Eduardo invita i detenuti a immaginare un futuro diverso:
“Voi uscirete di qua… non dovete tornare alla vita criminale di prima. Se nessuno vi tende una mano, aiutatevi da soli”.
Grazie al teatro, i giovani trovano uno spazio di espressione e la possibilità di riscoprire sé stessi. Quello che nasce a Nisida è infatti il primo spettacolo teatrale realizzato in un istituto penitenziario minorile italiano.
Un film umano e lontano dagli stereotipi
Gallo, insieme agli sceneggiatori Riccardo Brun e Mara Fondacaro, sceglie di raccontare una realtà carceraria distante dagli eccessi spesso mostrati da cinema e serie televisive, come nel caso del fenomeno Mare Fuori. La Salita predilige invece una narrazione intima e autentica, che mette al centro le storie dei singoli personaggi.
Tra questi spiccano Emanuele, un ragazzo prossimo alla scarcerazione che non sa quale strada intraprendere, e Beatrice, una donna di mafia segnata dalla perdita del figlio (interpretata con intensità da Roberta Caronia). Personaggi feriti, ma ancora capaci di emozionare, amare e ridere, secondo quella tradizione partenopea che trasforma anche il dolore in commedia.
Napoli, Nisida e il potere del teatro
Il film alterna scorci suggestivi della città di Napoli alle vicende del carcere, creando un dialogo visivo che si intreccia con la musica di Enzo Avitabile, autore della colonna sonora. L’atmosfera sospesa tra realtà e sogno sottolinea l’idea di un teatro come strumento di salvezza, di una “salita” faticosa ma necessaria verso la libertà interiore.
Il finale, potente ed emozionante, celebra l’arte come via di riscatto, in grado di ridare dignità anche a chi si sente perduto.
Con La Salita, Massimiliano Gallo firma un esordio registico delicato, appassionato e coraggioso. Un omaggio a Eduardo De Filippo e alla sua missione sociale, che ricorda come il teatro possa davvero cambiare le vite.