Delitto di Garlasco: “Prima del 30 agosto ci saranno arresti”

Durante la sua partecipazione al Salotto d’Europa di Pontremoli, evento culturale che ha ospitato nomi di spicco del giornalismo e del mondo della comunicazione, Fabrizio Corona è tornato a parlare di uno dei casi più controversi della cronaca italiana. Questo caso è il delitto di Garlasco.
In compagnia del giornalista Moreno Pisto, Corona ha affrontato diversi temi caldi. Ha spaziato dalla crisi del giornalismo tradizionale all’influenza dei social media. Ha poi lanciato una vera e propria “bomba mediatica” sulla vicenda legata alla morte di Chiara Poggi.
La dichiarazione shock: “Entro il 30 agosto verranno arrestate delle persone”
L’ex re dei paparazzi, oggi al centro dell’attenzione per il suo format YouTube Falsissimo, ha rilasciato una frase che ha immediatamente fatto il giro del web:
“Prima del 30 agosto arresteranno delle persone”
Un’affermazione secca, priva di nomi e dettagli, ma dal peso mediatico enorme. Non è chiaro a chi si riferisse né quali informazioni abbia realmente a disposizione, ma il pubblico presente è rimasto spiazzato.
Sebbene non sia la prima volta che Corona lanci dichiarazioni forti – come accaduto anche in passato con presunte notizie poi smentite, come quella sulla morte del Papa a Pasquetta – le sue parole tornano ad accendere i riflettori. Si focalizzano su un caso che, a distanza di anni, continua a sollevare interrogativi.
Le teorie già diffuse da Corona: tra accuse, insinuazioni e nomi noti
Corona non è nuovo a esternazioni sul caso Garlasco, che ha trattato più volte attraverso il suo format Falsissimo. In questo, ha portato alla luce supposizioni e ricostruzioni personali, spesso al limite tra denuncia e provocazione.
Tra i soggetti citati, Francesco Chiesa Soprani, ex manager di Elisabetta Gregoraci, che – secondo Corona – avrebbe venduto i messaggi privati di Paola Cappa (cugina di Chiara Poggi) al settimanale Giallo, diretto da Albina Perri.
Non solo: il cosiddetto “super testimone” intervistato da Le Iene viene da lui descritto come un “ubriacone di paese”. Questa descrizione rientra in una serie di commenti che hanno alimentato polemiche e tensioni.

Le accuse alla famiglia Poggi e alle cugine Cappa
In un passaggio particolarmente delicato, Corona ha tirato in ballo i genitori di Chiara Poggi. Ha ipotizzato che avrebbero volutamente ignorato elementi chiave dell’indagine. Questo per non rischiare di perdere l’indennizzo da 850.000 euro ricevuto da Alberto Stasi, l’ex fidanzato condannato per il delitto.
Ha inoltre criticato le gemelle Cappa, cugine di Chiara. Ha attribuito in particolare a Paola Cappa un atteggiamento irascibile. Questo sarebbe emerso quando avrebbe insultato un’amica della madre per il rifiuto di fornirle un numero di telefono. Questa è una ricostruzione che Corona inserisce nel suo mosaico di sospetti e mancate verità.
Ipotesi inquietanti su legami familiari e luoghi simbolici
Corona ha aggiunto ulteriori elementi alle sue teorie, suggerendo l’esistenza di un legame particolare tra Chiara Poggi e uno zio, Ermanno. Questo zio non è mai stato realmente al centro delle indagini ufficiali. Ha poi evocato il Santuario della Bozzola, accennando a possibili connessioni ancora inesplorate con il contesto familiare e spirituale della vittima.
Tra provocazione e ricerca di verità: dove finisce l’inchiesta e inizia lo show?
Le uscite pubbliche di Fabrizio Corona si collocano in una zona ambigua, tra il giornalismo d’inchiesta, l’informazione alternativa e lo spettacolo mediatico. In un’epoca dove la viralità delle notizie spesso supera la loro verifica, dichiarazioni come quella di Pontremoli – “arresti entro il 30 agosto” – creano aspettative e sospetti. Tuttavia, raramente forniscono certezze.
Corona gioca con l’ambiguità, mescolando verità e interpretazione personale. Continua a spostare l’attenzione del pubblico verso narrative non ufficiali, che però attirano sempre più interesse.
Cosa succederà ora?
Se davvero nelle prossime settimane si dovessero verificare sviluppi giudiziari rilevanti sul caso Garlasco, le parole di Corona potrebbero acquisire un significato nuovo. In caso contrario, rischiano di rimanere l’ennesima dichiarazione sensazionalistica senza fondamento.
Quel che è certo è che il delitto di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007, resta una ferita aperta nella memoria collettiva italiana. Inoltre, ogni nuova ipotesi o rivelazione continua ad alimentare un dibattito carico di tensione e mistero.